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Potenza Elettrica per Locale: Calcolatore

Calcola la potenza totale e la corrente necessaria per ogni locale dell'abitazione. Indica il magnetotermico e la sezione di cavo consigliati secondo la norma CEI 64-8.

Una camera con condizionatore da 1.500 W, televisore da 200 W e due caricabatterie da 60 W ha un carico contemporaneo di 1.820 W, pari a circa 8,8 A a 230 V con fattore di potenza 0,9. Per questo circuito la norma CEI 64-8 indica un magnetotermico da 10 A e un cavo da 1,5 mm² in posa incassata. Se nella stessa camera è presente anche un computer da 300 W, il carico sale a 2.120 W, pari a circa 10,2 A: il calibro da 10 A non basta più, serve un magnetotermico da 16 A con cavo da 2,5 mm².

Questo calcolatore applica i criteri della norma CEI 64-8 (Impianti elettrici utilizzatori) e restituisce potenza contemporanea, corrente, calibro del magnetotermico e sezione del cavo per ogni locale dell'abitazione, dalla camera da letto alla cucina, dal soggiorno al bagno.

Il dimensionamento corretto di un circuito non dipende solo dalla somma degli apparecchi collegati, ma dal fattore di contemporaneità, cioè dalla quota di potenza installata che è realisticamente in funzione nello stesso momento. Un impianto sovrastimato comporta magnetotermici e sezioni di cavo più grandi del necessario; uno sottostimato fa scattare l'interruttore in condizioni di uso normale, o peggio, sollecita il cavo oltre la sua portata.

In un appartamento a Milano o a Torino, un soggiorno con televisore, decoder, router e illuminazione a LED raramente supera i 500 W contemporanei, mentre una cucina con forno, piano cottura e piccoli elettrodomestici può facilmente superare i 3.000 W nei momenti di picco. Distinguere questi profili di consumo per locale è la base di un impianto sicuro e conforme alla norma.

Il risultato si aggiorna automaticamente.

La selezione del tipo compila i valori tipici, regola secondo necessità.

Somma dei punti luce installati. LED: 5-15 W/punto; alogena: 35-50 W/punto.

TV (~100 W), computer (~80 W), console (~150 W), caricabatterie, ecc.

Condizionatore (~1.000-3.500 W), termoconvettore (~1.000-2.000 W), scaldasalviette elettrico (~200-600 W).

Piano cottura elettrico (~6.000-7.000 W), forno (~2.000-3.500 W), lavatrice (~2.000 W).

Percentuale degli apparecchi in funzione nello stesso momento. 80% è il valore tipico per le abitazioni.

Magnetotermico consigliato

10 A

Calibro minimo per una corrente di 7,3 A

Potenza contemporanea

1504 W

80% di 1880 W installati

Potenza installata totale
1880 W
Illuminazione
80 W
Apparecchi / prese
300 W
Riscaldamento / condizionamento
1500 W
Altri apparecchi
0 W
Corrente nel circuito
7,3 A
Sezione minima del cavo
1,5 mm²
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Come funziona

1

Selezionare il tipo di locale: i valori tipici si compilano automaticamente.

2

Regolare la potenza di illuminazione (somma dei punti luce installati o previsti).

3

Inserire la potenza degli apparecchi collegati alle prese e degli impianti di riscaldamento o raffrescamento.

Formula

I = (P_inst × fs) / (V × 0,9)
ICorrente nel circuito (A)
P_instPotenza installata totale (W) = illuminazione + apparecchi + riscaldamento + altro
fsFattore di contemporaneità (decimale), tipicamente 0,80 per le abitazioni
VTensione di alimentazione monofase in Italia, 230 V
0,9Fattore di potenza (cos φ) tipico per le installazioni domestiche

Come funziona il calcolo

Come calcolare la potenza elettrica necessaria per locale

Dimensionare correttamente un circuito elettrico è un problema con tre variabili: la potenza installata, il fattore di contemporaneità e la tensione di alimentazione. Sbagliare anche solo una di queste porta a un circuito sottodimensionato, che fa scattare il magnetotermico in condizioni normali di uso, oppure sovradimensionato, che consente correnti superiori alla portata del cavo, con rischio di surriscaldamento.

In Italia la tensione di alimentazione monofase è 230 V e la frequenza è 50 Hz, come nel resto dell'Europa continentale. Il fattore di potenza (cos φ) per i carichi domestici misti si colloca di norma tra 0,85 e 0,95; il valore 0,9 è quello più usato nel dimensionamento semplificato.

La formula e il fattore di contemporaneità

La corrente nel circuito si calcola applicando la legge di Ohm alla potenza attiva: I = P / (V × cos φ). La potenza da considerare non è la somma assoluta di tutti gli apparecchi installati, ma la potenza contemporanea, cioè quella degli apparecchi effettivamente in funzione nello stesso momento.

Il fattore di contemporaneità esprime proprio questo rapporto. In un locale con 2.000 W installati e un fattore dello 0,80, la potenza contemporanea è 1.600 W. La corrente risultante (1.600 / (230 × 0,9) ≈ 7,7 A) è la grandezza che determina il magnetotermico necessario. Per le abitazioni civili, 0,8 è il valore di riferimento più comune; per circuiti di apparecchi fissi con uso prolungato alla potenza massima, come piano cottura, lavatrice o condizionatore, è prudente usare un fattore pari a 1,0.

Magnetotermici standard e la loro portata

Il mercato italiano, allineato alla norma CEI EN 60898-1, utilizza magnetotermici con calibri normalizzati: 6, 10, 16, 20, 25, 32, 40, 50 e 63 A. La scelta ricade sul calibro immediatamente superiore alla corrente calcolata. Un circuito con corrente di 9,5 A richiede un magnetotermico da 10 A; con 17,3 A, il minimo è 20 A.

Per un soggiorno tipico con condizionatore (1.800 W), televisore (100 W), computer (80 W) e illuminazione LED (60 W), la corrente contemporanea con fattore dello 0,80 è: (2.040 × 0,8) / (230 × 0,9) ≈ 7,9 A. Un magnetotermico da 10 A è sufficiente. Con l'aggiunta di un termoconvettore da 2.000 W, la corrente sale a circa 15,6 A, il che richiede un magnetotermico da 16 A e una revisione del circuito esistente.

I magnetotermici di curva B si usano per carichi resistivi e illuminazione; quelli di curva C per motori, compressori e apparecchi con corrente di spunto elevata, come condizionatori e lavatrici, secondo le indicazioni della norma CEI EN 60898-1.

Sezione del cavo: la regola spesso trascurata

La sezione del cavo non è indipendente dal magnetotermico: è la condizione per il suo funzionamento sicuro. Un cavo da 1,5 mm² sopporta in modo continuativo circa 16 A in posa incassata; uno da 2,5 mm², fino a 20 A, secondo le tabelle di portata CEI-UNEL. La sezione va scelta in modo che la portata del cavo sia uguale o superiore al calibro del magnetotermico a monte. Usare un magnetotermico da 25 A su un cavo da 1,5 mm² annulla la protezione: l'interruttore non scatta prima che il cavo raggiunga temperature pericolose.

Nelle abitazioni civili, le sezioni più comuni sono 1,5 mm² per l'illuminazione, con magnetotermico da 10 A, e 2,5 mm² per le prese di uso generale, con magnetotermico da 16 A. I circuiti di riscaldamento e condizionamento richiedono spesso 4 o 6 mm² con magnetotermico da 25 o 32 A. Il piano cottura elettrico e lo scaldacqua hanno quasi sempre un circuito dedicato da 6 mm² con magnetotermico da 32 o 40 A.

Errori comuni negli impianti elettrici domestici

Collegare il condizionatore a una presa di uso generale è un errore frequente. Uno split da 3.500 W assorbe da solo circa 16,9 A, il limite di un circuito prese da 16 A già al limite di portata del cavo. Il condizionatore dovrebbe sempre avere un circuito dedicato con protezione adeguata e cavo da 4 mm².

Usare le prolunghe come soluzione permanente è un altro errore comune. Le prolunghe domestiche non sono dimensionate per l'uso continuativo a pieno carico. Una prolunga con cavo da 1 mm² sopporta 6 A; collegarvi un fornello da campeggio e un piano a induzione ne provoca il surriscaldamento cronico. Il calore degrada l'isolamento in modo graduale: il problema non è immediato, ma il rischio di incendio cresce nel tempo.

Ignorare la corrente di spunto è un terzo errore ricorrente. Gli apparecchi con motore, come lavatrice, condizionatore e frigorifero, hanno correnti di spunto da 3 a 7 volte la corrente nominale. Un condizionatore con 10 A nominali può assorbire fino a 50 A nei primi cicli. I magnetotermici di curva C tollerano questi picchi transitori; quelli di curva B possono scattare anche con un circuito ben dimensionato per la corrente continuativa.

Quando rivolgersi a un installatore abilitato

Il calcolatore serve a stimare i carichi e a verificare se un impianto esistente rientra in parametri ragionevoli. Qualsiasi intervento reale sull'impianto elettrico, come la sostituzione di magnetotermici, l'aggiunta di circuiti o l'aumento della sezione dei cavi, deve essere eseguito da un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008, che disciplina l'installazione degli impianti negli edifici e impone il rilascio della dichiarazione di conformità al termine dei lavori. Le regole tecniche applicabili sono contenute nella norma CEI 64-8, Impianti elettrici utilizzatori a tensione nominale non superiore a 1000 V in corrente alternata, nella sua edizione vigente, pubblicata dal Comitato Elettrotecnico Italiano, l'ente nazionale di normazione elettrotecnica.

Per abitazioni con impianti datati, una verifica periodica dello stato del quadro elettrico e delle protezioni differenziali è raccomandata anche in assenza di lavori, soprattutto quando il numero di apparecchi collegati è aumentato nel tempo rispetto al progetto originale.

Domande frequenti

Qual è la potenza massima consentita per una presa domestica in Italia?

Una presa domestica standard (schuko o presa italiana) sopporta in continuo circa 16 A, pari a circa 3.312 W lordi con cos φ di 0,9, ma nella pratica il limite reale è quello del magnetotermico a monte del circuito. Per apparecchi con assorbimenti superiori a 2.000 W (piano cottura, scaldacqua, lavatrice) la norma CEI 64-8 raccomanda un circuito dedicato con protezione specifica. Collegare un piano cottura elettrico da 6.000 W a una presa normale causa interventi frequenti del magnetotermico e surriscaldamento del cavo.

Che magnetotermico serve per una camera con condizionatore?

Dipende dalla potenza dello split. Un condizionatore domestico da 9.000 BTU assorbe tra 800 e 1.000 W; uno da 12.000 BTU, tra 1.200 e 1.500 W. Per una camera con split da 12.000 BTU (1.500 W), televisore (100 W) e illuminazione (80 W), la potenza installata è 1.680 W: con fattore di contemporaneità dello 0,80, la corrente è circa 6,5 A, magnetotermico da 10 A. Con l'aggiunta di un termoconvettore da 2.000 W, la potenza installata sale a 3.680 W e la corrente contemporanea, con lo stesso fattore 0,80, sale a circa 14,2 A: il magnetotermico minimo diventa 16 A, con circuito dedicato consigliato.

Cos'è il fattore di contemporaneità e come influisce sul dimensionamento?

Il fattore di contemporaneità è la quota degli apparecchi installati che funziona nello stesso momento. Un locale con 3.000 W installati ma fattore dello 0,80 utilizza solo 2.400 W in contemporanea. Questo fattore riduce il magnetotermico necessario e, di conseguenza, la sezione del cavo. Per le abitazioni civili, 0,7-0,9 è l'intervallo tipico. Per i circuiti di apparecchi fissi a uso continuativo, come piano cottura o scaldacqua elettrico, si usa un fattore pari a 1,0, perché possono funzionare alla potenza massima per periodi prolungati.

Che sezione di cavo usare per un circuito prese normali?

Per le prese domestiche di uso generale protette da un magnetotermico da 16 A, la sezione minima raccomandata è 2,5 mm². Per i circuiti di illuminazione con magnetotermico da 10 A, il minimo è 1,5 mm². I circuiti di riscaldamento o condizionamento con magnetotermico da 20 A richiedono 2,5 mm²; con 25 A, 4 mm²; con 32 A, 6 mm². Usare una sezione inferiore al minimo previsto per il magnetotermico installato è una condizione di rischio: l'interruttore non interviene prima che il cavo raggiunga una temperatura di degrado dell'isolamento.

Si possono collegare altri apparecchi a un circuito da 16 A già esistente?

Sì, purché la corrente totale non superi i 16 A del magnetotermico, che corrispondono a circa 3.312 W con cos φ di 0,9. Se il circuito alimenta già apparecchi per un totale di 2.000 W, si possono aggiungere fino a 1.300 W senza rischio di intervento in condizioni normali. Il problema si presenta quando apparecchi con corrente di spunto elevata, come condizionatore o lavatrice, causano picchi momentanei che fanno scattare il magnetotermico anche se la corrente continuativa resta entro il limite.

Quando è obbligatorio rivolgersi a un installatore abilitato in Italia?

Qualsiasi intervento sull'impianto elettrico fisso, come la sostituzione di magnetotermici, l'aggiunta di circuiti o la modifica del quadro elettrico, richiede un'impresa abilitata ai sensi del DM 37/2008, che disciplina l'attività di installazione degli impianti negli edifici e impone il rilascio della dichiarazione di conformità al termine dei lavori. Le regole tecniche di riferimento sono contenute nella norma CEI 64-8. Piccoli interventi come la sostituzione di una presa o di un interruttore possono essere eseguiti dal proprietario, ma qualsiasi lavoro sul quadro o su circuiti nuovi è responsabilità dell'installatore abilitato.

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A cura di RivoCalc · Rivisto secondo la metodologia editoriale · Aggiornato il 12 maggio 2026

I risultati sono stime per orientamento preliminare. Il dimensionamento reale di un impianto elettrico deve essere verificato da un installatore abilitato ai sensi del DM 37/2008, tenendo conto delle condizioni specifiche dell'immobile e della norma CEI 64-8.