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Calcolatrice del capitale residuo del mutuo

Stima il capitale residuo di un mutuo a rata costante dopo gli anni già pagati, con capitale rimborsato e interessi versati finora.

Con un mutuo di 30 anni a tasso costante, dopo 5 anni di rate il capitale residuo supera ancora l'85% del capitale iniziale. Nei primi anni, infatti, la maggior parte di ogni rata serve a pagare interessi, e la quota destinata al capitale cresce solo gradualmente. Il debito scende quindi più lentamente di quanto molti mutuatari si aspettino.

Questa calcolatrice indica quanto resta da restituire alla banca in un determinato momento del piano di ammortamento. Basta inserire il capitale iniziale, la durata del contratto in anni, l'Euribor, lo spread applicato dalla banca e gli anni già trascorsi dalla stipula. Il risultato mostra il capitale residuo, il capitale già rimborsato, gli interessi pagati fino ad oggi e la percentuale rimborsata del mutuo.

Il calcolo segue l'ammortamento alla francese, cioè un piano a rata costante. Il tasso annuo nominale (TAN) è la somma tra Euribor e spread. Il TAEG, invece, include anche le spese accessorie e serve a confrontare le offerte, quindi non entra nel calcolo del saldo.

Il valore calcolato è una stima. Il saldo esatto è indicato nel rendiconto annuale del mutuo e nell'area riservata online della banca, e può differire se il contratto prevede polizze collegate, commissioni periodiche o rimborsi parziali già effettuati. Per un dato ufficiale conviene chiedere alla banca una dichiarazione scritta del capitale residuo.

Il capitale residuo è anche il punto di partenza per valutare un'estinzione anticipata o una surroga presso un'altra banca. Le sezioni seguenti spiegano come si legge il risultato, quali errori evitare e in quali casi serve una verifica con un professionista.

Il risultato si aggiorna automaticamente.

Importo originario del mutuo stipulato con la banca

Numero totale di anni del contratto di finanziamento

Tasso Euribor dell'indice di riferimento contrattuale

Margine applicato dalla banca sull'Euribor

Numero di anni dalla firma del contratto

Capitale residuo

136.529 €

Debito residuo stimato con l'ammortamento alla francese (rata costante)

Tasso Annuo Nominale (TAN)
4,40 %
Rata mensile stimata
751,14 €
Capitale già rimborsato
13.471 €
Interessi pagati finora
31.597 €
Percentuale rimborsata
9,0 %
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Come funziona

1

Inserire il capitale iniziale, cioè l'importo originale del mutuo indicato nel contratto.

2

Indicare la durata totale del contratto in anni.

3

Inserire l'Euribor di riferimento e lo spread applicato dalla banca per ottenere il TAN.

Formula

S(k) = C × [(1+r)^n − (1+r)^k] / [(1+r)^n − 1]
S(k) — Capitale residuo dopo k rate mensili
C — Capitale iniziale (importo originale del mutuo)
r — Tasso mensile = TAN / 1200. Con TAN pari a zero la formula non è definita, e il capitale residuo si calcola come C × (1 − k/n)
n — Numero totale di rate = durata (anni) × 12
k — Rate già pagate = anni trascorsi × 12
TAN — Tasso annuo nominale = Euribor + spread

Come funziona il calcolo

Capitale residuo: quanto resta da pagare alla banca

Sapere quanto manca alla fine del mutuo è utile a chiunque abbia un finanziamento per la casa. Il capitale residuo, detto anche debito residuo o saldo del mutuo, è la parte del finanziamento non ancora rimborsata, cioè la somma su cui continuano a maturare gli interessi. Conoscere questo valore aiuta a valutare un'estinzione anticipata, una surroga presso un'altra banca o la scelta di mantenere il contratto così com'è.

Il piano di ammortamento alla francese

L'ammortamento alla francese, detto anche a rata costante, è uno dei metodi con cui si struttura un mutuo per l'abitazione. La rata mensile resta uguale per tutta la durata del contratto, ma la sua composizione cambia nel tempo. All'inizio la quota prevalente della rata copre gli interessi calcolati sul capitale ancora dovuto, mentre la quota destinata al capitale è piccola. Con il passare degli anni il debito diminuisce, gli interessi calcolati sul residuo si riducono e la parte della rata che restituisce capitale cresce.

Da qui deriva un effetto pratico. Nei primi anni di un mutuo di trenta anni il capitale residuo scende molto lentamente: dopo cinque anni di rate regolari, il debito può ancora superare l'85% dell'importo iniziale. Il motivo è matematico, perché il saldo non cala in modo lineare ma segue una curva che rallenta all'inizio e accelera verso la fine del piano.

La formula usata è S(k) = C × [(1+r)^n − (1+r)^k] / [(1+r)^n − 1], dove C è il capitale iniziale, r il tasso mensile, n il numero totale di rate e k le rate già pagate. Il tasso mensile si ottiene dividendo il TAN per 1200, perché il TAN è espresso su base annua e la rata è mensile.

Dal TAN al tasso applicato

Il TAN, tasso annuo nominale, corrisponde alla somma tra l'Euribor, il parametro di riferimento a cui è agganciato il mutuo, e lo spread, cioè il margine che la banca aggiunge. Nei mutui a tasso fisso il valore resta invariato per tutta la durata. Nei mutui a tasso variabile l'Euribor può cambiare alle date di revisione previste dal contratto. La calcolatrice assume un tasso costante, quindi non riproduce le variazioni future.

Il TAEG, tasso annuo effettivo globale, è un indicatore previsto dalla normativa europea sui crediti immobiliari ai consumatori (Direttiva 2014/17/UE) e calcolato secondo le disposizioni della Banca d'Italia. Include anche le spese e i costi accessori, come le spese di istruttoria e le polizze collegate al finanziamento, e serve a confrontare le offerte di banche diverse. Non va confuso con il TAN e non entra nel calcolo del capitale residuo.

Casi limite della formula

Il denominatore della formula, (1+r)^n − 1, è pari a zero quando il tasso mensile r è zero, cioè quando il TAN è zero. In quel caso la formula non è definita. Il capitale residuo si calcola allora in modo diverso: senza interessi, ogni rata restituisce la stessa quota di capitale e il debito scende in proporzione lineare, quindi S(k) = C × (1 − k/n). Per esempio, dopo un quarto della durata il capitale residuo è pari al 75% del capitale iniziale.

Gli altri casi limite seguono dalla stessa logica. Con zero rate pagate (k = 0) il risultato è il capitale intero, cioè S(0) = C. Quando le rate pagate coincidono con il totale (k = n) il risultato è zero, perché il mutuo è stato integralmente rimborsato. Un valore di k superiore a n non ha senso, perché il contratto sarebbe già scaduto. Una durata nulla (n = 0) e un capitale iniziale pari o inferiore a zero non producono un risultato significativo e devono essere esclusi in ogni caso. Gli anni trascorsi devono quindi essere compresi tra zero e la durata totale del contratto.

Quando il saldo calcolato differisce da quello della banca

La calcolatrice fornisce una stima per un mutuo semplice, con tasso costante e senza rimborsi parziali. Il saldo esatto può discostarsi per diversi motivi: rimborsi anticipati parziali già effettuati, periodi di preammortamento in cui si pagano solo gli interessi, modifiche del tasso previste dal contratto oppure polizze assicurative pagate insieme alla rata. Nei contratti con tasso misto, cioè fisso per una parte del periodo e variabile per il resto, la formula cambia tra un periodo e l'altro e il calcolo va verificato con la banca.

Il riferimento più affidabile è il rendiconto annuale del mutuo e l'area riservata online della banca, dove è indicato il debito residuo aggiornato. Se il dato non è disponibile sul portale, la banca può rilasciare una dichiarazione scritta.

Come leggere il risultato

La calcolatrice mostra quattro valori collegati tra loro: il capitale residuo, il capitale già rimborsato, gli interessi pagati finora e la percentuale rimborsata. Il capitale rimborsato e il capitale residuo sommati danno sempre il capitale iniziale, quindi un controllo rapido è verificare che i due valori coincidano con il totale. La percentuale rimborsata è il rapporto tra capitale rimborsato e capitale iniziale. Gli interessi pagati, invece, non tornano nel saldo: sono la somma delle quote di interesse incluse nelle rate già versate e non riducono il debito. Per questo, dopo cinque anni di rate, una percentuale rimborsata ancora bassa è coerente con il funzionamento normale dell'ammortamento alla francese e non indica un errore nel calcolo.

Il capitale residuo nel contesto attuale

Quando i tassi variabili aumentano, la rata di un mutuo indicizzato all'Euribor può salire, mentre il capitale residuo scende più lentamente. Chi ha acceso un mutuo a Bologna o a Torino si trova spesso a chiedersi quanto manca davvero da pagare, prima di decidere se usare risparmi accumulati per un'estinzione anticipata o chiedere una surroga presso un'altra banca.

La surroga, cioè il trasferimento del mutuo a un altro istituto, è un diritto del mutuatario disciplinato dall'articolo 120-quater del Testo Unico Bancario (decreto legislativo 1° settembre 1993, n. 385). Le condizioni concrete, come tassi, spese e tempi, vanno però confrontate caso per caso, partendo proprio dal capitale residuo.

Quando conviene valutare un'estinzione anticipata

Un rimborso anticipato riduce il capitale su cui maturano gli interessi futuri. Il suo effetto è più forte nei primi anni, quando il residuo è ancora alto e la durata restante è lunga. Verso la fine del piano il beneficio si riduce, perché il capitale da restituire è già basso. Le condizioni dell'estinzione anticipata, incluse eventuali commissioni, sono indicate nel contratto e nel documento informativo europeo standardizzato, previsto dalla Direttiva 2014/17/UE, che la banca consegna prima della stipula.

Errori comuni nel calcolo

L'errore più frequente è confondere il capitale residuo con l'importo totale ancora da pagare. Il capitale residuo è solo la quota del prestito non ancora restituita, mentre il totale include anche gli interessi futuri, quindi è sempre più alto. Un altro errore è inserire il tasso annuo senza convertirlo in mensile, oppure indicare i mesi al posto degli anni. La calcolatrice gestisce la conversione automaticamente, ma gli anni trascorsi devono partire dalla data della stipula del contratto e non dalla prima rata.

Quando non usare questa calcolatrice

Lo strumento non è adatto a prestiti personali con piani diversi, a finanziamenti con rate crescenti o decrescenti, né a contratti con più periodi di tasso diversi senza verifica con la banca. Per una valutazione completa, con clausole specifiche e confronto con altre proposte, ci si può rivolgere a un mediatore creditizio o a un professionista qualificato. Il mediatore può consultare il contratto reale, calcolare il saldo esatto e stimare l'impatto di ogni opzione sulla situazione concreta del mutuatario.

Domande frequenti

Che cos'è il capitale residuo di un mutuo?

Il capitale residuo è la parte del mutuo non ancora rimborsata, cioè il debito che resta nei confronti della banca in un determinato momento. Su questa somma continuano a maturare gli interessi, quindi il suo valore determina il costo dei mesi successivi. È anche chiamato debito residuo o saldo del mutuo. Per estinguere completamente il finanziamento alla data indicata, il mutuatario dovrebbe restituire questo importo, a cui si aggiungono eventuali spese e penali previste dal contratto.

Perché il capitale residuo scende così lentamente nei primi anni?

Con l'ammortamento alla francese la rata mensile è costante, ma la sua composizione cambia nel tempo. Nei primi anni la maggior parte della rata serve a pagare gli interessi calcolati sul capitale ancora dovuto, mentre una piccola quota riduce il debito. Con il passare degli anni gli interessi diminuiscono e la quota di capitale cresce. Il saldo cala quindi in modo accelerato verso la fine del piano, non in modo lineare. Per questo i primi anni sembrano ridurre poco il debito anche con rate regolari.

Come posso conoscere il capitale residuo esatto presso la banca?

Il saldo aggiornato è disponibile nel rendiconto annuale del mutuo e nell'area riservata online dell'istituto. Se il dato non compare, si può chiedere alla banca una dichiarazione scritta del capitale residuo, che tiene conto di eventuali rimborsi parziali già effettuati. Il valore comunicato dalla banca è più affidabile di una stima, perché considera tutte le operazioni registrate sul contratto, comprese le variazioni di tasso applicate nel tempo.

Qual è la differenza tra capitale residuo e totale ancora da pagare?

Il capitale residuo è solo la quota di prestito non ancora restituita. Il totale ancora da pagare include anche gli interessi futuri che maturerebbero su quel capitale fino alla scadenza, quindi è sempre più alto. La differenza è più evidente nelle fasi iniziali del contratto, quando la durata residua è lunga. Confrontare i due valori aiuta a capire quanto costerà realmente il mutuo nei prossimi anni, ma per una stima precisa serve il piano di ammortamento completo della banca.

Il capitale residuo conta per una surroga del mutuo presso un'altra banca?

Sì, il capitale residuo è il punto di partenza di qualsiasi surroga. La nuova banca calcola la nuova rata sul debito residuo e sulla durata che rimane. Il confronto tra le condizioni dell'istituto attuale e quelle dell'altro, cioè tasso, spread, spese e tipo di indicizzazione, determina se l'operazione conviene. La surroga è un diritto del mutuatario, disciplinato dall'articolo 120-quater del Testo Unico Bancario (decreto legislativo n. 385 del 1993), ma le condizioni concrete vanno verificate con entrambe le banche prima di decidere.

Quando conviene rivolgersi a un mediatore creditizio sul proprio mutuo?

Conviene valutarlo quando si vuole capire se un'estinzione anticipata è più vantaggiosa rispetto a mantenere i risparmi, quando si considera una surroga presso un'altra banca o quando il contratto ha clausole specifiche difficili da interpretare. Il mediatore creditizio può consultare il contratto reale, calcolare il saldo esatto e confrontare le opzioni sulla situazione concreta del mutuatario. Prima di affidarsi a un intermediario, conviene verificare che sia iscritto nei registri previsti dalla normativa italiana.

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A cura di RivoCalc · Rivisto secondo la metodologia editoriale · Aggiornato il 12 luglio 2026

Questa calcolatrice fornisce una stima a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. I valori reali dipendono dalle condizioni esatte del contratto e dalla situazione personale. Per decisioni finanziarie, conviene consultare un professionista qualificato o la banca che ha erogato il mutuo.