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Calcolo tegole per tipologia e formato

Calcola quante tegole servono per tipologia e formato: marsigliese, lusa, romana, canale e coppo. Resa automatica, margine di sfrido e costo opzionale.

Per coprire 100 m² di falda inclinata con tegole marsigliesi, ipotizzando una resa di 16 pezzi/m² e un margine di sfrido del 10%, servono 1.760 tegole. Con la stessa superficie e lo stesso margine, usando come esempio una resa di 10 pezzi/m², la lusa a tre canali richiede 1.100 pezzi, mentre la canale e coppo T1, con una resa di esempio di 40 pezzi/m², ne richiede 4.400. La scelta della tipologia incide quindi in modo diretto sulla quantità da ordinare, sul peso della copertura e sul tempo di posa.

Il rendimento indica quante tegole servono per ogni metro quadrato di superficie inclinata. Dipende dal tipo, dal formato e dalla sovrapposizione tra i pezzi. Nelle tegole a incastro, come la marsigliese, la sovrapposizione è regolare e la posa è rapida. Nel sistema canale e coppo ogni pezzo copre una superficie più ridotta, e il numero di pezzi per metro quadrato sale di conseguenza.

La calcolatrice copre quattro tipologie (marsigliese, lusa, romana e canale e coppo), più una voce personalizzata per i casi in cui il produttore indica una resa diversa. Si inserisce la superficie inclinata del tetto, si sceglie il formato e si imposta il margine di sfrido. Il risultato arrotonda sempre per eccesso, perché una tegola mancante ferma la posa, mentre una in più resta in cantiere per le riparazioni.

Il valore da inserire è la superficie reale della falda, già con la pendenza applicata, e non la superficie in pianta dell'edificio, come si vedrà più avanti. Usare la pianta sottostima il materiale, soprattutto con pendenze elevate. Questo errore è uno dei più frequenti nei preventivi e porta a ordinare meno materiale di quanto serva.

Il risultato si aggiorna automaticamente.

Superficie in falda del tetto, già comprensiva della pendenza

Compilata in base al tipo e al formato selezionati

Si consiglia il 10% per tetti semplici e il 15% per tetti a più falde

Consulta il prezzo attuale da Leroy Merlin, OBI o Tecnomat

Tegole necessarie

1408pezzi

Include 128 pezzi di margine di sicurezza

Superficie di copertura
80,0 m²
Resa del tipo selezionato
16 pezzi/m²
Tegole senza margine
1280 pezzi
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Come funziona

1

Seleziona il tipo di tegola: marsigliese, lusa, romana, canale e coppo oppure personalizzata.

2

Scegli il formato nel tipo selezionato: la resa in pezzi/m² viene compilata automaticamente.

3

Inserisci la superficie reale del tetto in m², cioè la falda inclinata e non l'area in pianta dell'edificio.

Formula

N = ⌈A × r × (1 + D/100)⌉
N — Numero totale di tegole (arrotondato per eccesso)
A — Superficie reale del tetto (m²), cioè la falda inclinata
r — Resa della tipologia e del formato (pezzi/m²)
D — Margine di sfrido (%), da scegliere in base alla complessità del tetto

Come funziona il calcolo

Le quattro tipologie di tegola in laterizio

La tegola in laterizio è la copertura più diffusa in Italia, sia nelle nuove costruzioni sia nel recupero dei centri storici. Le tipologie in uso derivano da tradizioni costruttive regionali diverse, e ciascuna comporta una resa, un tempo di posa e un comportamento sotto la pioggia differenti. La calcolatrice distingue quattro famiglie, più una voce personalizzata per le tegole che non rientrano in nessuna di esse.

Tegola marsigliese. È la tipologia a incastro più utilizzata nell'edilizia di nuova costruzione. L'incastro laterale e quello di testa semplificano la posa, riducono i tempi di cantiere e limitano l'infiltrazione d'acqua. Il formato standard richiede più pezzi per metro quadrato rispetto al formato grande, e per questo ha una resa più alta nella calcolatrice.

Tegola lusa. È una tegola a profilo piano con canale integrato, di origine portoghese. Esiste in tre formati: classico, n. 1 e a tre canali. Il formato a tre canali ha dimensioni maggiori e, di conseguenza, richiede meno pezzi per metro quadrato. È usato soprattutto nel recupero di coperture storiche, dove la continuità con il tetto esistente conta quanto la posa.

Tegola romana. Ha un profilo intermedio tra la marsigliese e la lusa. Il formato standard richiede più pezzi per metro quadrato del formato grande. È meno frequente nelle nuove costruzioni, ma resta presente nel recupero di edifici, per esempio nei centri storici di Napoli e di Palermo.

Canale e coppo. È composta da due pezzi distinti: l'embrice, a sezione concava, posato direttamente sui listelli, e il coppo, a sezione convessa, collocato sulla giunzione tra due embrici. Esistono i formati T1, T2 e T3: il T1 è il più piccolo e richiede il maggior numero di pezzi per metro quadrato, il T3 è il più grande e richiede il minore. La posa è più lenta e richiede maggiore precisione rispetto alle tipologie a incastro, perché ogni pezzo deve essere allineato a due elementi separati.

Resa per tipologia e formato

La resa è il numero di pezzi necessari per coprire un metro quadrato di falda inclinata. Dipende dal tipo di tegola, dal formato scelto e dalla sovrapposizione effettiva tra i pezzi, che a sua volta varia con la pendenza del tetto. Non è quindi una proprietà fissa del prodotto, ma il risultato di tre fattori combinati.

I valori predefiniti della calcolatrice, mostrati nel menu di ciascun formato, sono punti di partenza e non una norma. Servono a rendere immediato il calcolo, ma la resa reale dipende dalle dimensioni nominali dichiarate dal produttore, che devono essere conformi alla UNI EN 1304, e dalla sovrapposizione prevista in posa. Quando la scheda tecnica del prodotto indica un valore diverso, si seleziona il formato Personalizzata e si inserisce la resa indicata dal produttore o dal progettista. Questa scelta è preferibile a qualsiasi stima, perché riflette il prodotto effettivamente acquistato.

Nell'esempio di una copertura di 80 m², con una resa ipotetica di 16 pezzi/m² per la tegola marsigliese e di 40 pezzi/m² per la canale e coppo T1, e con un margine del 10%, servono circa 1.408 pezzi nel primo caso e 3.520 nel secondo. Le rese dell'esempio servono solo a mostrare l'ordine di grandezza della differenza. La quantità definitiva va ricalcolata con la scheda del prodotto scelto.

La differenza di resa tra tipologie pesa molto in cantiere. Un volume di pezzi di questo ordine incide sul trasporto, sulla logistica di cantiere, sul numero di bancali da movimentare in copertura e sul tempo di posa. Per questo il dato della quantità deve entrare nel preventivo complessivo della copertura, insieme alla manodopera e ai materiali accessori.

Superficie reale del tetto e superficie in pianta

La superficie da inserire è quella reale della falda, cioè la superficie effettiva del piano di copertura, e non la superficie in pianta dell'edificio. Le due misure coincidono solo su un tetto piano, e la differenza cresce con la pendenza.

La conversione si esegue con la formula: Superficie inclinata = Superficie in pianta × √(1 + (pendenza% ÷ 100)²). Con una pendenza del 30% la superficie inclinata è superiore del 4,4% a quella in pianta. Con il 45% la differenza supera il 9%. Il fattore di correzione va applicato a ciascuna falda, e le superfici si sommano solo dopo la conversione, perché falde con pendenze diverse hanno fattori diversi.

Usare la superficie in pianta è uno degli errori più frequenti nei preventivi di copertura e porta a ordinare meno materiale del necessario. Una seconda fornitura può provenire da un lotto di produzione diverso, con lievi differenze di colore o di dimensione che diventano visibili nel tempo. Per calcolare la superficie inclinata a partire dalle misure in pianta e dalla pendenza, conviene usare una calcolatrice dedicata alla superficie del tetto, prima di inserire il valore in questa.

Margine di sfrido e scorta di lotto

Il margine di sfrido copre tre esigenze: i tagli lungo il perimetro e nei compluvi, le rotture durante il trasporto e la posa, e una piccola scorta di pezzi per eventuali riparazioni future dello stesso lotto.

Il valore predefinito della calcolatrice è il 10%, pensato per tetti semplici a una o due falde rettangolari, dove i tagli sono pochi. Quando il tetto ha più falde, compluvi, lucernari o una pianta irregolare, i tagli aumentano e il margine va alzato. Il valore finale si sceglie in base alla complessità del tetto, a partire dal rilievo effettuato sul posto.

Nella tegola canale e coppo la posa è più esigente e genera più tagli, quindi il margine va previsto più ampio anche rispetto alle tipologie a incastro. In questo caso il margine è una decisione di progetto, da concordare con il tecnico o con l'impresa che esegue la copertura.

Acquistare tutte le tegole dello stesso lotto di produzione è una regola fondamentale in cantiere. Le differenze tra lotti dello stesso modello possono risultare impercettibili al momento dell'ordine e diventare visibili dopo una lunga esposizione agli agenti atmosferici, compromettendo l'uniformità estetica del tetto finito. Per questo conviene ordinare il materiale in un'unica fornitura e chiedere al fornitore il numero di lotto.

Cosa include e cosa esclude il calcolo

Il risultato indica il numero di tegole per la sola superficie di falda. Non include colmi, tegole di gronda, finali, ganci, membrana sottotegola né listellatura. Questi elementi si calcolano a parte, in base al tipo di copertura e alle indicazioni del progettista.

Il peso della copertura è un altro aspetto da non trascurare. Le Norme tecniche per le costruzioni, approvate con il D.M. 17 gennaio 2018 (NTC 2018) e pubblicate in Gazzetta Ufficiale, richiedono di considerare i carichi permanenti della copertura nella verifica della struttura portante. Moltiplicando il numero di tegole per il peso unitario indicato dal produttore si ottiene una prima stima del peso dei soli laterizi, ma la verifica spetta al progettista strutturale, che tiene conto anche della listellatura, degli accessori e dei carichi variabili di neve e vento.

La norma UNI EN 1304, recepimento italiano della norma europea EN 1304, definisce le caratteristiche di prodotto delle tegole di laterizio e dei relativi accessori. Le dimensioni nominali dichiarate dal produttore, conformi a questa norma, sono il dato da confrontare con la resa inserita nella calcolatrice.

Quando usare la calcolatrice e quando no

La calcolatrice è adatta a falde regolari, con superficie facilmente misurabile e tipologia di tegola già scelta. Non sostituisce il progetto di copertura nei casi seguenti: tetti con geometria complessa, come più falde con compluvi curvi, mansarde o coperture storiche con piante irregolari; edifici soggetti a vincoli di tutela, dove il materiale e il disegno della copertura devono rispettare il contesto; coperture molto inclinate, dove la posa e la sicurezza del cantiere richiedono personale specializzato. In questi casi va consultato un tecnico abilitato o un'impresa specializzata in coperture.

Gli interventi sulla copertura seguono inoltre il Testo unico dell'edilizia (DPR 380/2001) e il regolamento edilizio del comune. La calcolatrice non sostituisce la verifica di queste regole, che dipendono dal tipo di intervento.

Errori frequenti

Oltre all'uso della superficie in pianta, gli errori più comuni sono quattro. Il primo è applicare la resa di un formato diverso da quello effettivamente acquistato. Il secondo è dimenticare che la sovrapposizione riduce la superficie coperta da ciascun pezzo. Il terzo è ignorare i pezzi di ricambio, lasciando il cantiere senza tegole a fine lavori. Il quarto è scegliere il margine minimo su un tetto complesso, con il rischio di restare senza pezzi a metà posa.

Verifica finale prima dell'ordine

Prima di inviare l'ordine conviene confrontare il risultato con la somma delle superfici di tutte le falde, calcolate separatamente, e con la scheda tecnica del prodotto scelto. Il risultato della calcolatrice è una stima di quantità, non un computo metrico. Per una fornitura definitiva serve la misura rilevata sul posto, verificata dal tecnico responsabile della copertura.

Domande frequenti

Qual è la resa dei diversi tipi di tegola in laterizio?

La resa indica quanti pezzi servono per coprire un metro quadrato di falda, e dipende dalle dimensioni nominali del pezzo e dalla sovrapposizione in posa. Non esiste una resa unica per tipologia: la lusa a tre canali e la romana grande richiedono meno pezzi per metro quadrato rispetto ai rispettivi formati standard, mentre la canale e coppo T1 è la tipologia con il maggior numero di pezzi. I valori predefiniti della calcolatrice per ciascun formato sono punti di partenza e non una norma. Per un calcolo affidabile si usa il valore indicato dal produttore nella scheda tecnica, inserito con la voce Personalizzata.

Qual è la differenza tra tegola lusa e tegola canale e coppo?

La tegola lusa è un pezzo unico con aletta piana e canale integrato, che si incastra con la tegola adiacente. La tegola canale e coppo è costituita da due pezzi separati: l'embrice, a sezione concava, posato direttamente sui listelli, e il coppo, a sezione convessa, collocato sulla giunzione tra due embrici. Il sistema canale e coppo richiede più pezzi per metro quadrato, più tempo di posa e maggiore precisione. È la soluzione tradizionale di molti centri storici italiani, ancora usata nel recupero degli edifici.

Posso usare una resa personalizzata nella calcolatrice?

Sì. Per qualsiasi tipo di tegola si seleziona il formato Personalizzata e si inserisce la resa esatta indicata nella scheda tecnica del produttore o nel progetto architettonico. Il campo è utile quando si usano tegole importate, tegole di produzione artigianale con dimensioni non standard, oppure quando il progettista ha specificato una resa diversa in funzione della pendenza o della sovrapposizione desiderata. Il calcolo resta lo stesso: superficie inclinata per resa, aumentata del margine di sfrido.

Che margine di sfrido serve per le tegole canale e coppo?

Per le tegole canale e coppo conviene scegliere un margine più ampio di quello previsto per le tipologie a incastro. La posa genera più tagli lungo il perimetro, nei compluvi e in corrispondenza dei colmi, e la probabilità di rottura è maggiore perché i pezzi sono separati. Il valore predefinito della calcolatrice è un punto di partenza: per tetti con molte falde o elementi complessi, come lucernari, camini e mansarde, il margine va aumentato e conviene conservare i pezzi eccedenti dello stesso lotto per le riparazioni future.

Come si calcola la superficie inclinata del tetto?

La superficie inclinata si ottiene moltiplicando la superficie in pianta per il fattore di pendenza: Superficie inclinata = Superficie in pianta × √(1 + (pendenza% ÷ 100)²). Per le pendenze più comuni il fattore è: 25% → 1,031; 30% → 1,044; 35% → 1,059; 40% → 1,077; 45% → 1,097. Su un tetto di 100 m² in pianta con pendenza del 35%, la superficie inclinata è di 105,9 m². Inserire la superficie in pianta al posto di quella inclinata porta a ordinare meno materiale e a dover fare una seconda fornitura, spesso di un lotto diverso.

Quando conviene rivolgersi a un tecnico per calcolare le tegole?

Conviene rivolgersi a un tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto) o a un'impresa specializzata in coperture quando il tetto ha una geometria complessa: più falde, compluvi curvi, mansarde o coperture storiche con piante irregolari. In questi casi il calcolo manuale della superficie inclinata può risultare impreciso e portare a errori di ordine significativi. Il tecnico rileva la pianta esatta, calcola le superfici per ciascuna falda e specifica la quantità di tegole e di accessori (colmo, finali, ganci, membrana sottotegola) secondo il regolamento edilizio comunale, le NTC 2018 (D.M. 17 gennaio 2018) e le indicazioni di posa del produttore.

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A cura di RivoCalc · Rivisto secondo la metodologia editoriale · Aggiornato il 11 luglio 2026

I risultati sono stime di quantità basate su rese medie e margini indicativi. La quantità definitiva va verificata con il progetto di copertura e con la scheda tecnica del prodotto scelto, sotto la responsabilità di un tecnico abilitato.