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Calcolatore di pendenza del tetto (gradi e %)

Calcola la pendenza del tetto in percentuale e gradi, la lunghezza reale della falda e il fattore di pendenza, con verifica del minimo per il tipo di copertura.

Con una proiezione orizzontale di 4 m e un dislivello di 1,5 m fino al colmo, la pendenza del tetto è del 37,5%, l'angolo di inclinazione è 20,6° e la lunghezza reale di ciascuna falda è 4,27 m, cioè il 7% in più della proiezione in pianta. Con un dislivello di 2 m, la pendenza sale al 50% (26,6°) e la lunghezza reale diventa 4,47 m.

Le tre grandezze sono legate dalla trigonometria. La pendenza in percentuale è (h/l) × 100, l'angolo è arctan(h/l) e la lunghezza reale è √(l² + h²), dove h è l'altezza della falda e l la proiezione orizzontale. La distinzione tra percentuale e gradi è rilevante perché le schede tecniche delle tegole indicano spesso la pendenza minima in percentuale, mentre i progetti di architettura lavorano più spesso in gradi.

La pendenza minima non è una questione estetica, ma di tenuta all'acqua: una pendenza insufficiente favorisce infiltrazioni e accumuli di neve e foglie. Per questo il valore va sempre verificato sulla scheda tecnica del prodotto scelto, tenendo conto della zona climatica e dell'esposizione al vento.

Il calcolo è diretto per le coperture a due falde con colmo orizzontale. Si inseriscono la proiezione orizzontale e il dislivello verticale: il calcolatore restituisce la pendenza in percentuale e in gradi, la lunghezza reale della falda e il fattore di pendenza, e verifica se la pendenza rispetta il minimo per il tipo di copertura selezionato. Il fattore di pendenza serve anche a stimare le quantità di materiale, perché le schede tecniche esprimono il rendimento per metro quadrato di superficie inclinata.

Per coperture con geometrie complesse, come più falde, compluvi o lucernari, la pendenza va misurata falda per falda e la scelta della copertura va validata da un professionista.

Il risultato si aggiorna automaticamente.

Distanza orizzontale dalla parete esterna al colmo del tetto, in metri

Dislivello verticale dalla linea di gronda al colmo, in metri

Per verificare la conformità con la pendenza minima consigliata

Pendenza del tetto

35,0%

Equivalente a 19,3 °

Angolo di inclinazione
19,3 °
Lunghezza reale della falda (m)
5,30 m
Fattore di pendenza (m/m)
1,059
Pendenza minima consigliata
25 %

Conforme — pendenza adeguata per il tipo di copertura selezionato

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Come funziona

1

Si misura la proiezione orizzontale della falda: la distanza in pianta dal filo del muro esterno fino al colmo.

2

Si misura l'altezza della falda: il dislivello verticale dalla linea di gronda fino al colmo.

3

Si seleziona il tipo di copertura, per verificare se la pendenza calcolata rispetta il minimo consigliato.

Formula

pendenza (%) = (h / l) × 100 | angolo (°) = atan(h / l) × (180/π) | lunghezza = √(l² + h²)
h — Altezza della falda: dislivello verticale dalla linea di gronda fino al colmo (m)
l — Proiezione orizzontale: distanza in pianta dal filo del muro esterno fino al colmo (m)
pendenza (%) — Inclinazione in percentuale: quanti centimetri si salgono per ogni metro orizzontale
angolo (°) — Inclinazione in gradi sessagesimali
lunghezza — Lunghezza reale della falda, base di calcolo per travetti e tegole (m)
fattore — Rapporto tra lunghezza reale e proiezione orizzontale: moltiplica la larghezza per ottenere la superficie inclinata

Come funziona il calcolo

Pendenza del tetto: come si misura e perché conta

La pendenza di un tetto è il rapporto tra il dislivello verticale, cioè l'altezza della falda, e la distanza orizzontale che la falda copre in pianta, cioè la proiezione orizzontale. In Italia progettisti e costruttori esprimono questa relazione soprattutto in percentuale: un tetto con pendenza del 30% sale di 30 cm ogni metro in orizzontale.

La conversione in gradi usa la funzione arcotangente: una pendenza del 30% corrisponde a un angolo di circa 16,7°. I due sistemi convivono nella pratica, perché le schede tecniche delle tegole indicano spesso il minimo in percentuale, mentre i progetti di architettura riportano più spesso l'angolo in gradi. Il calcolatore fornisce entrambi i valori a partire dagli stessi dati, quindi non serve convertire a mano.

Pendenze minime per tipo di copertura

La pendenza minima non è una questione estetica, ma di tenuta all'acqua. Ogni sistema di copertura resiste in modo diverso all'infiltrazione per capillarità tra gli elementi sovrapposti e all'accumulo di neve e foglie. Le tegole ondulate o marsigliesi, i coppi o le tegole romane, le tegole portoghesi o piane e le lamiere metalliche ondulate hanno ciascuna un minimo proprio, che varia da prodotto a prodotto. Il riferimento è sempre la scheda tecnica del produttore.

In linea generale, le coperture in laterizio richiedono pendenze più elevate delle lamiere con giunti a tenuta. Il valore preciso dipende dal prodotto, dalla zona climatica e dall'esposizione al vento. Nelle zone costiere esposte e nelle aree montane con forte piovosità conviene adottare il valore superiore indicato dal produttore.

Fattore di pendenza: la superficie reale da coprire

Il fattore di pendenza è il rapporto tra la lunghezza reale della falda, misurata lungo la superficie inclinata, e la proiezione orizzontale. Con una pendenza del 35% il fattore è circa 1,06: la superficie da coprire con tegole supera del 6% quella in pianta. Con una pendenza del 45% il fattore sale a circa 1,10.

Il valore è decisivo nel calcolo del numero di tegole. Il rendimento per metro quadrato indicato nelle schede tecniche si applica alla superficie inclinata, non a quella in pianta. Una casa indipendente con 80 m² in pianta e pendenza del 35% ha quindi circa 85 m² di falda da coprire. Lo stesso principio vale per la sottotegola e per la membrana di impermeabilizzazione.

Come misurare la pendenza di un tetto esistente

In cantiere la pendenza si misura con una livella a bolla e un regolo da 1 m. Si appoggia il regolo alla falda, lo si livella in orizzontale con la bolla e si legge la distanza verticale, in centimetri, tra il regolo e la falda all'estremità. Con una base di 1 m, il valore in centimetri coincide con la pendenza in percentuale.

In alternativa si misurano l'altezza della falda, dalla linea di gronda al colmo, e la proiezione orizzontale, dal muro esterno al colmo. Dividendo l'altezza per la proiezione e moltiplicando per 100 si ottiene la pendenza in percentuale.

Si può anche usare un inclinometro digitale o una livella laser con lettura in gradi, purché la misura sia presa sulla falda e non sulla superficie di una tegola, che può presentare ondulazioni locali.

Esempio di calcolo

Un tetto con proiezione orizzontale di 6 m e altezza della falda di 2,4 m ha una pendenza di (2,4 / 6) × 100 = 40%. L'angolo è arctan(0,40), cioè circa 21,8°. La lunghezza reale della falda è √(6² + 2,4²) = √41,76, cioè circa 6,46 m, e il fattore di pendenza è 6,46 / 6, cioè circa 1,08. Il risultato va poi confrontato con la pendenza minima indicata nella scheda tecnica del prodotto scelto.

Errori comuni nel calcolo della pendenza

L'errore più frequente è confondere la lunghezza del travetto con la proiezione orizzontale. La proiezione è sempre la distanza in pianta, cioè l'ombra della falda vista dall'alto, ed è sistematicamente inferiore alla lunghezza reale del travetto. Usare la lunghezza del travetto come proiezione produce una pendenza calcolata superiore a quella reale, con conseguenze sul dimensionamento degli elementi in legno e sulle quantità da ordinare.

Un altro errore ricorrente è misurare la distanza dal bordo esterno della gronda sporgente. Il calcolo corretto usa la distanza dal filo del muro fino al colmo, senza includere l'aggetto della gronda.

Nei tetti a due falde con colmo non centrato, le due falde possono avere proiezioni e pendenze diverse, quindi vanno calcolate separatamente. Conviene inoltre verificare che tutte le misure siano nella stessa unità: mescolare centimetri e metri è una delle cause più comuni di risultati errati.

Un errore meno evidente riguarda i tetti esistenti: misurare una falda deformata o con tegole sollevate può restituire un valore diverso da quello di progetto. Conviene misurare in più punti lungo la falda e confrontare i risultati prima di scegliere il materiale.

Casi limite

Con pendenze molto basse le tegole sovrapposte non garantiscono da sole la tenuta. Il sistema richiede una membrana o una guaina impermeabilizzante, un drenaggio dimensionato con attenzione e un controllo della formazione di ristagni d'acqua sulla superficie.

Pendenze molto elevate aumentano l'altezza del colmo e la superficie di falda, con maggiore esposizione al vento e maggiori difficoltà di accesso per la manutenzione e l'installazione di dispositivi di sicurezza.

La pendenza entra anche nel calcolo dei carichi. Secondo le Norme Tecniche per le Costruzioni (NTC 2018), il coefficiente di forma per il carico della neve dipende dall'angolo della falda, quindi nelle zone montane il dato di pendenza influisce direttamente sul dimensionamento della struttura.

Nelle ristrutturazioni, cambiare il tipo di copertura su una struttura esistente può rendere necessario modificare la pendenza. Una variazione del colmo incide su travi, arcarecci e carichi, quindi va valutata con un tecnico prima dei lavori.

Quando consultare un tecnico

Per una copertura semplice a due falde il calcolo della pendenza è diretto e il calcolatore fornisce tutti i valori necessari. Per coperture a L, a T o con più falde, con compluvi, camini, lucernari o accesso al tetto, la geometria e la scelta della pendenza vanno validate da un architetto o da un ingegnere civile iscritto al rispettivo albo.

Sulle coperture esposte a vento forte, come le zone costiere o i crinali montani, occorre una verifica strutturale di travetti e arcarecci in base ai carichi da vento e da neve previsti dalle NTC 2018. Questa verifica va oltre il semplice calcolo della pendenza.

Nei lavori soggetti a titolo abilitativo, secondo il Testo Unico dell'Edilizia (DPR 380/2001), il progetto della copertura può far parte della documentazione tecnica da presentare al Comune.

Per le caratteristiche dei prodotti, la norma europea EN 1304 definisce le tegole e gli accessori in laterizio. In Italia le norme europee sono recepite dall'UNI. Per il minimo di pendenza del prodotto specifico prevalgono sempre le indicazioni del fabbricante.

Domande frequenti

Qual è la pendenza minima per un tetto in tegole?

Non esiste un valore unico, perché il minimo dipende dal tipo di copertura e dal prodotto. Per tegole ondulate o marsigliesi, coppi, tegole romane, tegole portoghesi o piane e lamiere metalliche il riferimento è la pendenza minima indicata nella scheda tecnica del produttore, che prevale su qualsiasi valore generico. Le pendenze più basse richiedono in genere una membrana o una guaina impermeabilizzante, e il produttore deve confermare il valore per il prodotto specifico.

Come si converte la pendenza in percentuale in gradi?

La conversione usa la funzione arcotangente: angolo (°) = arctan(pendenza / 100) × (180/π). Per esempio, una pendenza del 30% corrisponde a arctan(0,30), cioè circa 16,7°. Il calcolatore esegue la conversione automaticamente: basta inserire la proiezione orizzontale e l'altezza della falda. Nel senso inverso, la pendenza in percentuale è la tangente dell'angolo moltiplicata per 100.

Che cos'è il fattore di pendenza e a cosa serve?

Il fattore di pendenza è il rapporto tra la lunghezza reale della falda, misurata lungo la superficie inclinata, e la proiezione orizzontale corrispondente. Serve a convertire la superficie in pianta nella superficie reale di copertura: si moltiplica l'area in pianta per il fattore e si ottiene l'area inclinata. È questo valore che si usa per calcolare le quantità di tegole, sottotegola e impermeabilizzazione, perché le schede tecniche esprimono sempre il rendimento per metro quadrato di superficie inclinata.

Si può avere un tetto con pendenza molto bassa?

Sì, ma con limitazioni legate al prodotto. Con pendenze molto basse i sistemi di copertura in laterizio tradizionali non sono adeguati. Si ricorre in genere a coperture piane con membrana impermeabilizzante, di tipo bituminoso, in EPDM o in poliuretano, oppure a lamiere metalliche con giunti a tenuta. Nelle zone con neve o pioggia intensa, le pendenze basse richiedono un dimensionamento accurato dei canali di gronda e dei pluviali.

L'altezza dell'intercapedine è la stessa dell'altezza della falda?

Non necessariamente. L'altezza della falda è il dislivello verticale dalla linea di gronda, dove la tegola termina, fino al colmo. L'intercapedine è lo spazio interno tra il manto di copertura e la struttura, che assicura la ventilazione. Per calcolare la pendenza si usa sempre l'altezza esterna misurata tra gronda e colmo, e non lo spessore dell'intercapedine.

Quando conviene consultare un tecnico per il tetto?

Per coperture con più falde, compluvi, lucernari o esposizione a venti forti, il progetto di copertura va validato da un professionista abilitato, cioè un architetto o un ingegnere. Il calcolo strutturale di travetti e arcarecci, la scelta del legno e i collegamenti alla struttura non rientrano nell'ambito di questo calcolatore geometrico. Nei lavori soggetti a titolo abilitativo, secondo il Testo Unico dell'Edilizia, il progetto di copertura può far parte della documentazione da presentare al Comune.

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A cura di RivoCalc · Rivisto secondo la metodologia editoriale · Aggiornato il 2 luglio 2026

Il calcolatore fornisce una verifica geometrica di base. Non sostituisce il progetto della copertura né la verifica strutturale di travetti e arcarecci, che spettano a un tecnico abilitato. Per la conformità dei materiali e per il minimo di pendenza del prodotto scelto fa fede la scheda tecnica del fabbricante.