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Calcolatore impatto Euribor sulla rata del mutuo

Simula come un rialzo o un ribasso dell'Euribor modifica la rata mensile del mutuo. Confronta rata attuale e nuova, con variazione mensile e annua.

In questo esempio, con 20 anni di durata residua, un Euribor che sale dal 2,5% al 3,5% e uno spread dell'1% fanno aumentare la rata mensile di un mutuo a tasso variabile di circa il 9%. Si tratta di una proporzione e non di un importo: la variazione percentuale non dipende dal capitale residuo, perché il capitale compare come fattore comune in entrambe le rate. Ciò che conta sono il tasso applicato e il numero di rate che restano.

Questa calcolatrice simula la revisione di un mutuo indicizzato all'Euribor. Alla data prevista dal contratto, la banca somma lo spread al nuovo valore dell'indice, ottiene il TAN e ricalcola la rata sul capitale residuo e sulla durata che restano. La rata resta costante fino alla revisione successiva. Il calcolo è lo stesso per la rata attuale e per quella nuova: cambia solo il valore dell'Euribor, e lo strumento mostra la differenza in valore assoluto e in percentuale.

Per usare lo strumento con rigore servono tre dati presi dal contratto e dall'estratto conto del mutuo: il capitale residuo, la durata che resta e lo spread effettivamente applicato. Un mutuo con molto capitale ancora da rimborsare e molti anni davanti è più sensibile alle variazioni dei tassi di un mutuo già ammortizzato per gran parte. Per questo lo stesso cambio di Euribor può pesare in modo molto diverso su due famiglie con mutui di importo originario simile.

In alcuni contratti italiani la revisione può lasciare invariata la rata e allungare la durata del mutuo. In quel caso l'effetto si legge sui tempi di rimborso e non sull'importo della rata, quindi la calcolatrice va letta come una stima della rata a durata costante. Il valore finale resta quello indicato dalla banca nella comunicazione di revisione.

La simulazione serve a confrontare scenari e a preparare le domande giuste da porre alla banca, non a sostituire il conteggio ufficiale.

Il risultato si aggiorna automaticamente.

Importo del mutuo ancora da rimborsare

Numero di anni mancanti alla fine del mutuo

Margine sull'Euribor definito nel contratto di mutuo

Tasso Euribor dell'indice contrattuale attualmente in vigore

Tasso Euribor che vuoi simulare alla revisione

Variazione mensile

26,02 €

Calcolato con il piano di ammortamento alla francese, in base al capitale residuo e alla durata residua

Rata attuale stimata
579,96 €
Nuova rata stimata
605,98 €
Variazione annuale
312 €
TAN attuale
3,50 %
Nuovo TAN
4,00 %
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Come funziona

1

Inserisci il capitale residuo, cioè l'importo del mutuo che resta ancora da rimborsare. Il valore si trova nell'estratto conto o si può richiedere alla banca con una comunicazione di saldo aggiornata.

2

Indica la durata residua in anni, cioè il numero di anni che mancano alla scadenza del mutuo.

3

Inserisci l'Euribor attuale dell'indice previsto dal contratto. I valori storici dell'Euribor sono pubblici e consultabili nelle fonti sui tassi di riferimento.

Formula

P = C × [r × (1+r)^n] / [(1+r)^n − 1] | TAN = E + S | r = TAN / 1200 | n = durata × 12
P — Rata mensile stimata (valore calcolato per il piano di ammortamento alla francese)
C — Capitale residuo (importo ancora da rimborsare alla data di revisione). Deve essere positivo: con capitale zero la rata è zero, mentre un valore negativo non ha significato
r — Tasso di interesse mensile (TAN divisa per 1200)
n — Numero di rate residue (durata residua in anni moltiplicata per 12). Deve essere almeno 1: con n = 1 la rata è C × (1 + r), mentre con n = 0 la formula non è definita
E — Euribor simulato (tasso di riferimento interbancario dell'Eurozona)
S — Spread (margine contrattuale della banca sopra l'Euribor)
TAN — Tasso Annuo Nominale (somma dell'Euribor e dello spread)

Come funziona il calcolo

Euribor e la rata del mutuo

La maggior parte dei mutui a tasso variabile in Italia è indicizzata all'Euribor, il tasso di riferimento interbancario dell'Eurozona. Quando l'Euribor cambia, la rata non si modifica subito: si aggiorna alla data di revisione prevista dal contratto. In quel momento la banca ricalcola la rata sul capitale residuo e sulla durata che restano, applicando la nuova TAN ottenuta sommando l'indice e lo spread. Capire in anticipo l'ordine di grandezza della variazione permette di pianificare il bilancio familiare e di valutare se conviene rinegoziare il mutuo.

Il punto di partenza è sapere che cosa succede davvero alla rata quando arriva la revisione. Il meccanismo viene spesso frainteso, perché il cambio di tasso sul mercato e il cambio di rata nel conto non coincidono nel tempo. La calcolatrice serve proprio a rendere visibile questa distanza, mostrando la rata attuale e la nuova rata per il valore di Euribor che si vuole testare.

La formula del piano di ammortamento alla francese applicata alla revisione

I mutui a tasso variabile più diffusi seguono il piano di ammortamento alla francese, in cui la rata è costante per tutto il periodo tra due revisioni e ogni mese si divide in una quota di capitale e una quota di interessi. Alla revisione il calcolo non riparte dall'importo originario del finanziamento. Si applica invece la formula al capitale residuo in quella data e al numero di rate che restano.

La formula usata dalla calcolatrice è P = C × [r × (1+r)^n] / [(1+r)^n − 1], con TAN = E + S e r = TAN / 1200. Qui P è la rata mensile, C il capitale residuo, r il tasso mensile, n il numero di rate residue, E l'Euribor simulato e S lo spread. La divisione per 1200 converte la TAN, espressa in percentuale annua, in un tasso mensile. Il calcolo è identico per la rata attuale e per quella nuova: l'unica variabile che cambia tra i due scenari è il valore dell'Euribor.

Questa struttura ha due conseguenze pratiche. La prima è che il capitale compare come fattore comune in entrambi i termini: il rapporto tra la nuova rata e la rata attuale dipende solo dalle due TAN e dal numero di rate residue, non dall'importo. La variazione percentuale della rata è quindi la stessa per un mutuo grande e per uno piccolo, a parità di durata e di tassi. La seconda è che la variazione in valore assoluto cresce con il capitale: su un debito più alto la stessa variazione percentuale pesa di più sul bilancio mensile.

Come funziona la revisione in Italia

I contratti di mutuo a tasso variabile indicano l'indice di riferimento, per esempio l'Euribor a 3, 6 o 12 mesi, e la periodicità con cui la rata viene rivista. La data precisa e le modalità di calcolo sono scritte nel contratto e vanno verificate prima di ogni simulazione.

Alla data di revisione la banca prende il valore dell'indice corrispondente alla periodicità contrattuale, aggiunge lo spread, ottiene il nuovo TAN e ricalcola la rata. I valori storici dell'Euribor sono pubblici e chiunque può verificarli, ma la banca resta la fonte che stabilisce il valore applicato. Per confrontare il proprio mutuo con le condizioni di mercato, conviene chiedere alla banca il dettaglio del tasso applicato alla revisione precedente.

Due elementi del contratto cambiano il risultato e vanno controllati. Il primo è il tasso minimo dell'indice, il cosiddetto floor, che impedisce che il tasso applicato scenda sotto una soglia anche quando l'Euribor è basso o negativo. Il secondo è la modalità di revisione: in alcuni contratti la banca può lasciare invariata la rata e allungare la durata del mutuo. In quel caso la variazione si legge sui tempi di rimborso e non sull'importo, quindi la calcolatrice, che ricalcola la rata a durata costante, dà una stima e non l'esito contrattuale.

Va anche distinto il TAEG, il tasso annuo effettivo globale, che include anche i costi accessori del finanziamento. Il TAEG è l'indicatore da usare per confrontare offerte diverse, mentre la calcolatrice usa la TAN, cioè il tasso nominale del solo mutuo.

Il ruolo del capitale residuo e della durata residua

La variazione assoluta della rata dipende dall'ampiezza del cambio di Euribor, ma anche dal capitale residuo e dalla durata che resta. Un mutuo con molto capitale da restituire e molti anni davanti è più sensibile alle variazioni dei tassi di un mutuo già ammortizzato per gran parte.

Nei primi anni la quota di interessi di ogni rata è più alta, perché il capitale residuo è ancora elevato. Una variazione del tasso pesa quindi di più sulla rata. Negli ultimi anni la quota di interessi è piccola, perché il capitale si è ridotto, e lo stesso cambio di tasso produce un effetto proporzionalmente minore. Questa asimmetria viene spesso sottovalutata: due mutui di importo originario simile possono reagire in modo molto diverso alla stessa variazione dell'Euribor, a seconda di quanti anni sono già trascorsi.

A parità di tasso, una durata residua più lunga rende la rata più sensibile alle variazioni, perché la parte di interessi resta elevata per più anni. Nell'esempio dell'introduzione, con 10 anni di durata residua invece di 20, la stessa variazione dell'Euribor produce un aumento della rata di circa il 5%. Per questo la simulazione va sempre fatta con la durata residua aggiornata alla data della revisione, non con quella del contratto originario.

Errori comuni nella simulazione

L'errore più frequente è usare il capitale originario del mutuo al posto del capitale residuo. Il risultato descrive l'impatto all'inizio del finanziamento, non la situazione reale. Per una famiglia di Milano con un mutuo acceso da diversi anni, il capitale residuo può essere sensibilmente inferiore all'importo iniziale, e usare il valore sbagliato sovrastima la variazione.

Un altro errore è confondere la data della revisione con il momento in cui l'Euribor cambia sul mercato. La rata cambia solo alla revisione prevista dal contratto. Se la revisione è annuale, la rata resta invariata per un anno intero, indipendentemente dalle oscillazioni dell'indice nel frattempo.

Lo spread va verificato sul contratto aggiornato. Se il contratto prevede una riduzione dello spread legata a prodotti collegati, come la domiciliazione dello stipendio o una polizza assicurativa, lo spread effettivamente applicato può essere più basso di quello base indicato nelle condizioni generali. Lo spread che conta per la simulazione è quello effettivamente applicato.

Casi limite: tassi bassi, negativi, durata breve e capitale nullo

Quando la TAN si avvicina a zero, il termine r tende a zero e la rata si avvicina al capitale residuo diviso per il numero di rate che restano. La formula resta valida per tassi positivi. Con una TAN negativa, invece, il modello non descrive più un ammortamento ordinario e il risultato non è affidabile: in quel caso la verifica con la banca è necessaria. Il floor contrattuale, quando esiste, evita proprio questa situazione e va letto insieme alla simulazione.

Con una sola rata residua (n = 1) la formula si riduce a P = C × (1 + r): la rata copre tutto il capitale residuo più un mese di interessi. Quando non resta nessuna rata (n = 0), il denominatore (1+r)^n − 1 si annulla e la formula non è definita: non c'è più nulla da ricalcolare, perché il mutuo risulta già estinto. Per questo la durata residua deve essere positiva.

Se il capitale residuo è zero, la rata calcolata è zero, perché non c'è più debito da rimborsare. Un capitale residuo negativo non ha significato economico: indica un errore di inserimento o un saldo già chiuso, e va verificato con la banca prima di usare lo strumento.

Con una durata residua breve la sensibilità percentuale della rata è più bassa, perché gli interessi pesano meno sulla rata. L'effetto complessivo sul costo del mutuo resta limitato dal numero ridotto di rate che mancano alla scadenza.

Quando rivolgersi a un professionista

La calcolatrice fornisce una stima utile per pianificare e confrontare scenari. La rata calcolata dalla banca alla data di revisione può differire leggermente per fattori contrattuali specifici, come le modalità di arrotondamento o le particolarità dell'indice. Per una simulazione ufficiale, la banca resta il riferimento.

Se la variazione della rata crea difficoltà nel bilancio familiare, si possono valutare alternative: un rimborso anticipato parziale, cioè l'estinzione anticipata di una parte del capitale, la rinegoziazione dello spread, il passaggio a tasso fisso o la surroga, cioè il trasferimento del mutuo presso un'altra banca. Un consulente indipendente può confrontare le condizioni di più istituti e aiutare a valutare il costo complessivo di ciascuna opzione. Conviene chiedere sempre il TAEG aggiornato di ogni proposta prima di decidere.

Domande frequenti

Ogni quanto viene rivista la rata del mutuo?

La periodicità di revisione è indicata nel contratto di mutuo e dipende dall'indice di riferimento scelto, per esempio l'Euribor a 3, 6 o 12 mesi. La data esatta può essere verificata sull'estratto conto o nelle comunicazioni inviate dalla banca. Prima di simulare un cambiamento di tasso conviene confermare questa periodicità, perché cambia il momento in cui la nuova rata entra in vigore.

Lo spread entra nel calcolo dopo la revisione dell'Euribor?

Sì. La TAN che determina la rata è la somma dell'Euribor e dello spread. Lo spread è fissato nel contratto e non cambia nelle revisioni ordinarie dell'indice, salvo che venga rinegoziato con la banca. La calcolatrice usa sempre la TAN completa, sommando i due valori: per questo nel campo dello spread va inserito il valore effettivamente applicato, non un valore teorico.

Perché la mia rata non è cambiata subito quando è salito l'Euribor?

La rata cambia solo alla data di revisione prevista dal contratto, non nel momento in cui l'Euribor si modifica sul mercato. Se il contratto prevede una revisione annuale, la rata resta invariata per un intero anno, anche se l'indice è salito o sceso più volte nel frattempo. Alla revisione successiva viene applicato il valore dell'Euribor in vigore in quella data, e non i valori intermedi.

Qual è la differenza tra capitale originario e capitale residuo?

Il capitale originario è l'importo totale del mutuo alla data di stipula. Il capitale residuo è la parte che resta ancora da rimborsare, e diminuisce nel tempo perché ogni rata contiene una quota di capitale. Per simulare l'impatto attuale di una variazione dell'Euribor serve il capitale residuo, non quello originario. La banca indica questo valore nell'estratto conto o in una comunicazione di saldo del debito.

Una discesa dell'Euribor abbassa sempre la rata alla revisione?

Sì, se il nuovo valore dell'Euribor è inferiore a quello applicato nel contratto alla revisione precedente. La formula del piano di ammortamento alla francese produce una rata che cresce con il tasso: una TAN più bassa, a parità di capitale residuo e di durata, dà una rata più bassa. Ci sono però due limiti da verificare. Il primo è il floor contrattuale, che può impedire al tasso di scendere sotto una soglia. Il secondo è la modalità di revisione: in alcuni contratti la banca può mantenere la rata e ridurre la durata, invece di abbassare l'importo della rata.

Quando conviene passare al tasso fisso o rinegoziare il mutuo?

La scelta dipende dalle aspettative sui tassi, dalla durata residua del mutuo, dalle condizioni offerte da altre banche e dal profilo finanziario di chi ha il mutuo. Un confronto va fatto sul costo complessivo, indicato dal TAEG di ciascuna proposta, e non solo sulla rata iniziale. Un consulente indipendente può confrontare più offerte, verificare le spese collegate alla surroga e aiutare a valutare se la rinegoziazione o il cambio di modalità è vantaggioso nel caso concreto.

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A cura di RivoCalc · Rivisto secondo la metodologia editoriale · Aggiornato il 8 luglio 2026

Questa calcolatrice fornisce una stima a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria. I valori reali dipendono dalle condizioni di ciascun istituto e dalla situazione specifica di chi ha il finanziamento. Per decisioni finanziarie è opportuno rivolgersi a un professionista qualificato o alla propria banca.