Calcolo Travi in Legno per Tetto: Quantità e Metri
Calcola il numero di travi in legno per il tetto, i metri lineari totali e il volume di legno a partire da lunghezza, luce e interasse.
Con un tetto lungo 8 m e travi posate a un interasse di 1 m servono 9 travi, ciascuna con una luce di 5 m: in totale 45 metri lineari di legno da ordinare. Questo calcolatore determina il numero esatto di travi, i metri lineari complessivi e il volume di legno, partendo dalle dimensioni della copertura e dall'interasse scelto.
Le travi di copertura formano l'ossatura che trasferisce alle pareti portanti il peso del manto, i carichi del vento e i sovraccarichi di manutenzione. Dimensionarle bene è il primo passo di qualsiasi progetto di tetto, sia in una nuova costruzione sia nel rifacimento di una copertura esistente. Il numero di travi restituito dal calcolatore è un dato geometrico: indica quante travi coprono la lunghezza del tetto, non quanto devono essere resistenti.
Per ottenere il quantitativo corretto occorre misurare la lunghezza lungo il colmo, da un estremo all'altro della falda, e la luce, cioè la distanza tra i muri che sostengono le travi. La sezione, espressa come larghezza per altezza in centimetri, determina il volume di legno. Il prezzo al metro lineare, se inserito, serve solo a stimare il costo della fornitura.
Il risultato non sostituisce il calcolo strutturale. La sezione adeguata dipende dalla luce, dal carico, dal tipo di legno e dalla sua classe di resistenza, e va verificata da un tecnico abilitato prima dell'acquisto.
Di seguito si spiega come la formula conta le travi, come si sceglie la lunghezza da ordinare, quali tipi di legno si usano per le coperture e quali errori evitare prima di fare l'ordine al fornitore.
Il risultato si aggiorna automaticamente.
Misura lungo il colmo, da un'estremità all'altra
Distanza tra le pareti di appoggio (larghezza della costruzione)
Distanza tra gli assi delle travi; di solito tra 80 e 150 cm
Numero di travi
- Metri lineari totali
- 45,0 ml
- Volume di legname
- 0,900 m³
Come funziona
Formula
Come funziona il calcolo
Travi in legno per tetto: quante e di quale lunghezza
Il calcolatore stabilisce quante travi servono per coprire la lunghezza di una falda, quanti metri lineari di legno occorre ordinare e quanti metri cubi di legno compongono la struttura. Il conteggio riguarda solo le travi orizzontali che coprono la luce, cioè gli elementi che percorrono lo spazio tra due pareti portanti. Altri componenti della copertura, come la trave di appoggio, la trave di colmo e i collegamenti metallici, si calcolano a parte.
Come si calcola il numero di travi
La formula divide la lunghezza del tetto per l'interasse, arrotonda il risultato per eccesso e aggiunge una trave, che chiude la falda all'estremo opposto. Con un tetto di 8 m e interasse di 1 m si ottiene ⌈8 / 1⌉ + 1 = 9 travi, posizionate a 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 m. Con interasse di 1,2 m si ottiene ⌈8 / 1,2⌉ = ⌈6,67⌉ = 7 campate, quindi 7 + 1 = 8 travi.
La tabella seguente mostra quante travi servono ogni 10 m di lunghezza di copertura, per alcuni interassi. I valori derivano direttamente dalla formula e non da dati di mercato:
| Interasse (cm) | Travi ogni 10 m |
|---|---|
| 80 | 14 |
| 100 | 11 |
| 120 | 10 |
| 150 | 8 |
L'interasse non ha un valore unico valido per tutti i tetti: si fissa in progetto in funzione della luce, del peso del manto di copertura e della sezione disponibile. Un interasse più ampio riduce il numero di travi, ma aumenta la luce che ciascuna trave deve coprire senza deformarsi troppo; per questo la sezione va ricalcolata ogni volta che l'interasse cambia. Se la lunghezza del tetto non è multipla dell'interasse, l'ultima campata risulta più corta del passo previsto. Il numero di travi resta invariato, ma conviene controllare che l'ultima trave coincida con il muro o con il punto di riferimento previsto nel progetto.
Casi limite e unità di misura
La formula usa il fattore 100 per convertire i metri in centimetri, perché la lunghezza è espressa in metri e l'interasse in centimetri. Un interasse nullo o non inserito non permette di calcolare il numero di travi, perché non si può dividere per zero: il calcolatore non restituisce un risultato in quel caso. Una lunghezza di zero produce una sola trave teorica, ma senza una falda da coprire il risultato non ha un significato pratico.
Anche la sezione passa per il fattore 100. Le dimensioni in centimetri vengono convertite in metri prima di calcolare il volume, che risulta quindi in metri cubi. Un errore di unità è comune: inserire la larghezza in millimetri, per esempio 100 invece di 10 cm, moltiplica il valore per dieci per quella dimensione. Con due dimensioni sbagliate nello stesso modo, il volume risulta cento volte più grande del reale. Prima di leggere il risultato conviene controllare che tutte le dimensioni siano nell'unità indicata accanto a ciascun campo.
Luce, lunghezza da ordinare e sezione
La luce è la distanza tra i muri di appoggio. La trave da ordinare è più lunga della luce, perché deve appoggiare sul muro o sulla trave di appoggio con una parte della sua lunghezza. La lunghezza di questo appoggio non è un dato generico: la definisce il progettista in base al tipo di muratura e ai carichi. Nella fase d'ordine la lunghezza da richiedere è quindi la luce più la somma dei due appoggi. Se la luce è di 4,8 m, la trave va richiesta più lunga di 4,8 m, e la differenza dipende dagli appoggi definiti in progetto.
Le travi si acquistano in lunghezze commerciali. Nella fase d'ordine conviene quindi arrotondare alla lunghezza successiva disponibile, perché una trave più corta della luce non può essere usata. Una trave più lunga del necessario produce sfrido, cioè scarti di taglio, che va messo in conto.
La sezione, cioè larghezza per altezza, non si sceglie per abitudine. Dipende dalla luce, dall'interasse, dal peso del manto di copertura, dai carichi di neve e vento previsti dalle norme per la zona e dalla classe di resistenza del legno. Le NTC 2018 (DM 17 gennaio 2018) e l'Eurocodice 5 (UNI EN 1995-1-1) regolano il progetto delle strutture in legno; per le classi di resistenza il riferimento è la UNI EN 338, ad esempio la classe C24 per il legno di conifera massiccio. Il calcolatore usa la sezione inserita solo per il volume: non verifica la resistenza né la deformazione. Una sezione di esempio, come 10 × 20 cm, serve a fare il conto, ma la scelta definitiva spetta al progettista.
Tipi di legno e trattamento
Per le travi di copertura si usano spesso il pino marittimo (Pinus pinaster) e il pino silvestre (Pinus sylvestris), in legno massiccio o lamellare. Il legno esposto all'umidità o agli agenti atmosferici va protetto con un trattamento adatto alla classe di utilizzo, di norma in autoclave. La norma UNI EN 335 definisce le classi di utilizzo: la classe UC3 riguarda il legno esterno sopra terra, non a contatto con il terreno, mentre la classe UC4 riguarda il contatto con il terreno o con l'acqua dolce. Quando il legno è trattato, conviene chiedere al fornitore la documentazione del trattamento, che indica la classe di utilizzo raggiunta, e verificare che corrisponda alla posa prevista prima dell'ordine.
Errori comuni nell'ordine delle travi
Il primo errore è confondere la lunghezza del tetto, misurata lungo il colmo, con la luce, che è la distanza tra i muri di appoggio. Le due misure non coincidono, perché la luce dipende dalla pianta dell'edificio e dallo spessore dei muri. Chi misura la larghezza della casa a livello del piano rischia di ordinare travi troppo corte o troppo lunghe.
Il secondo errore è dimenticare le parti che il calcolatore non include. La trave di appoggio in sommità delle pareti perimetrali, la trave di colmo, le piastre di collegamento, i bulloni strutturali e gli elementi di controvento devono essere calcolati separatamente con il carpentiere o con il progettista.
Il terzo errore è non prevedere una riserva. Il carpentiere mette in conto lo sfrido, i pezzi difettosi e gli imprevisti di cantiere: conviene aggiungere una riserva al numero calcolato, da concordare con il fornitore, senza affidarsi a percentuali fisse non verificate.
Il quarto errore è scegliere il legno senza verificare il trattamento e la classe di utilizzo. Un legno non trattato posato in ambiente umido può deteriorarsi, e la verifica va fatta prima dell'ordine.
Quando serve un tecnico abilitato
Per una copertura semplice a due falde, con luci contenute, legno trattato e nessuna condizione particolare, un carpentiere esperto può dimensionare le travi sulla base delle tabelle del produttore di legno strutturale. Per situazioni più complesse il progetto strutturale è affidato a un tecnico abilitato, come un ingegnere o un architetto iscritto all'albo. Rientrano in questa categoria le luci lunghe, le zone sismiche 1 e 2 secondo la classificazione dell'OPCM 3274/2003 e le successive delibere regionali, le falde con lucernari integrati e le ristrutturazioni in cui non si conosce la capacità portante delle murature esistenti.
Il quadro normativo comprende il DPR 380/2001 (Testo Unico dell'Edilizia), le NTC 2018 e gli Eurocodici. Le autorità locali, cioè il comune e in alcuni casi la soprintendenza, possono avere prescrizioni aggiuntive, quindi la pratica edilizia va verificata caso per caso prima di iniziare i lavori. Il calcolatore fornisce il conteggio geometrico: la responsabilità del dimensionamento resta a chi firma il progetto.
Domande frequenti
Come si sceglie l'interasse tra le travi di un tetto residenziale?
Non esiste un valore unico per tutti i tetti: l'interasse si fissa in progetto in funzione della luce, del peso del manto e dei carichi di neve e vento previsti per la zona. Con manti più pesanti i carichi aumentano e il progettista può scegliere un interasse più stretto. Interassi più ampi richiedono sezioni più alte per contenere la deformazione (freccia) sotto i carichi permanenti e variabili. La scelta definitiva si verifica con le NTC 2018 e l'Eurocodice 5, non con il solo calcolo geometrico.
Quale sezione scegliere per le travi di un tetto?
La sezione dipende dalla luce, dall'interasse, dal peso del manto, dai carichi di neve e vento previsti per la zona e dalla classe di resistenza del legno. Non esiste una sezione valida per tutti i casi: una sezione che va bene per una luce di 3 m può non bastare per una luce di 5 m. Il calcolatore usa la sezione inserita solo per il volume di legno. Il dimensionamento spetta al progettista o al carpentiere, che può basarsi sulle tabelle dei produttori di legno strutturale e sulle norme vigenti.
Che differenza c'è tra trave di tetto e trave di appoggio?
La trave di appoggio è un elemento orizzontale posato in sommità delle pareti perimetrali, su cui si appoggiano le travi del tetto. Serve a distribuire i carichi lungo il muro. Le travi di tetto, invece, coprono lo spazio tra due pareti, cioè la luce. Il calcolatore conta solo le travi di tetto. La lunghezza di appoggio di ogni trave sul muro o sulla trave di appoggio è definita dal progettista in base alla muratura e ai carichi, e va aggiunta alla luce quando si ordina il legno.
Quale legno usare per le travi di copertura?
Per le travi di copertura si usano spesso il pino marittimo (Pinus pinaster) e il pino silvestre (Pinus sylvestris), in legno massiccio o lamellare, con una classe di resistenza indicata dal progettista, ad esempio C24 secondo la UNI EN 338. Se il legno è trattato in autoclave, la classe di utilizzo va scelta secondo la UNI EN 335: UC3 per il legno esterno non a contatto con il terreno, UC4 per il contatto con il terreno o con l'acqua dolce. Conviene chiedere al fornitore la documentazione del trattamento, che indica la classe di utilizzo raggiunta.
Il calcolatore include le travi alle due estremità del tetto?
Sì. La formula conta una trave nella posizione iniziale (zero) e una trave nel punto finale, perché il +1 chiude la falda all'estremo opposto. Con 8 m e interasse di 1 m si ottengono 9 travi, nelle posizioni 0, 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7 e 8 m. Il conteggio non include la trave di appoggio, la trave di colmo, le piastre di collegamento o i tiranti, che vanno calcolati separatamente.
Quando serve un progetto strutturale firmato per il tetto?
Per le nuove costruzioni e per le opere che modificano la struttura, il progetto strutturale è redatto da un tecnico abilitato, come un ingegnere o un architetto iscritto all'albo, con le verifiche previste dalle NTC 2018 (DM 17 gennaio 2018). Gli interventi di manutenzione ordinaria, come la sola sostituzione del manto senza modifiche strutturali, rientrano tra le attività edilizie libere previste dall'articolo 6 del DPR 380/2001, ma conviene consultare il comune per confermarne la classificazione. Per luci lunghe, zone sismiche 1 e 2 secondo l'OPCM 3274/2003 o geometrie complesse, il progetto strutturale è fortemente consigliabile. La responsabilità tecnica non si elimina con una pratica semplificata.
Calcolatori correlati
Calcolo lunghezza e numero dei travetti del tetto
Permette di ricavare la lunghezza reale dei travetti di falda a partire da proiezione orizzontale e dislivello, insieme al numero di travetti e ai metri lineari totali.
Calcolatore di Listellatura per Tetto
Calcola il numero di listelli e i metri lineari di listellatura per ogni falda del tetto, con interasse e margine di sfrido configurabili.
Calcolatrice Area Tetto
Calcola l'area reale inclinata del tetto dalle misure in pianta e dalla pendenza. Per ordinare tegole e materiali di copertura.
Peso del tetto al m²: calcolo del carico permanente
Calcolo del carico permanente della copertura per m² e del peso totale del tetto, con tegole, struttura in legno, isolamento e sottotegola.
Calcolatore di pendenza del tetto (gradi e %)
Calcola la pendenza del tetto in percentuale e gradi, la lunghezza reale della falda e il fattore di pendenza, con verifica del minimo per il tipo di copertura.
Calcolo tegole per tipologia e formato
Calcola quante tegole servono per tipologia e formato: marsigliese, lusa, romana, canale e coppo. Resa automatica, margine di sfrido e costo opzionale.
A cura di RivoCalc · Rivisto secondo la metodologia editoriale · Aggiornato il 12 luglio 2026
Il calcolatore fornisce una stima geometrica del numero di travi, dei metri lineari e del volume di legno. Non verifica la resistenza, la deformazione né la stabilità della struttura: la sezione e il dimensionamento devono essere approvati da un tecnico abilitato prima dell'acquisto e della posa in opera.
